La Rocca Bianca è una montagna delle Alpi Cozie, alta 3021 m. Si trova in alta Valle Maira, sulla cresta che separa il Vallonasso di Stroppia dalla Valle del Maurin, in Comune di Acceglio.
| Rocca Bianca (Valle Maira) | |
|---|---|
| Stato | |
| Regione | |
| Provincia | |
| Altezza | 3 021 m s.l.m. |
| Catena | Alpi |
| Coordinate | 44°30′02″N 6°53′48″E |
| Mappa di localizzazione | |
| Dati SOIUSA | |
| Grande Parte | Alpi Occidentali |
| Grande Settore | Alpi Sud-occidentali |
| Sezione | Alpi Cozie |
| Sottosezione | Alpi del Monviso |
| Supergruppo | Gruppo del Chambeyron in senso ampio |
| Gruppo | Gruppo del Chambeyron propriamente detto |
| Sottogruppo | Cresta Monte Sautron-Monte Chambeyron |
| Codice | I/A-4.I-A.1.b |
| Modifica dati su Wikidata · Manuale | |
È un grosso ammasso calcareo, con estensione in pianta abbastanza regolare; presenta pareti scoscese su tutti i lati. Il versante occidentale scende ripido verso la Valle del Maurin; i versanti NO e SSO scendono verso diramazioni laterali del Vallonasso di Stroppia, e sono caratterizzati da ripidi canaloni detritici, inclinati di 30-35°, sovrastati da pareti scoscese e frastagliate. Dall'incontro dei versanti NO e SSO si genera una cresta assai frastagliata che sale in vetta con andamento circa E-O; dalla vetta, la cresta piega a S fino ad un'insellatura che chiude alla testata la valletta ai piedi del versante SSO, indi volge a SO verso il Monte Sautron.


Dal punto di vista geologico, l'intera zona appartiene al Complesso Brianzonese; la Rocca in particolare è costituita da un unico ammasso di calcari dolomitici e dolomie, spesso a struttura brecciata[1].
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La via normale si sviluppa sul versante SSO; la difficoltà è di tipo alpinistico, ed è valutata come F[2].
Si accede dalla frazione Chiappera di Acceglio, seguendo il Sentiero Dino Icardi fino a poco sopra il Colle dell'Asino, dove si distacca a sinistra il sentiero per il Colle della Portiola (palina). Lo si segue fino ad arrivare ad una conca in cima ad una rampa, a quota 2500 m circa. Sulla sinistra, sopra un pendio detritico, vi è un'evidente insellatura che chiude a E la cresta che discende dalla vetta; si risale verso l'insellatura su un faticoso pendio detritico (granulometria decimetrica in basso, centimetrica o anche meno in alto) per ritrovarsi in una specie di vallone-canale ai piedi del versante SSO della montagna. Volgendosi a sinistra, si notano sulla parete due canaloni che, tra detriti e roccette, risalgono il versante; si risale quello di sinistra, più agevole, e ci si porta in cresta. Da qui in pochi minuti si raggiunge la vetta (circa 4.30 h dall'inizio del sentiero).
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