L'isola Barren è un'isola dell'arcipelago delle Andamane. Fa parte del territorio indiano delle Andamane e Nicobare.[1]
| Isola Barren | |
|---|---|
| Geografia fisica | |
| Localizzazione | Mare delle Andamane |
| Coordinate | 12°16′40″N 93°51′30″E |
| Arcipelago | Andamane |
| Superficie | 8,34 km² |
| Dimensioni | 3 × 3 km |
| Sviluppo costiero | 18 km |
| Altitudine massima | 354 m s.l.m. |
| Geografia politica | |
| Stato | |
| Territorio | Andamane e Nicobare |
| Demografia | |
| Abitanti | disabitata |
| Densità | 0 ab./km² |
| Cartografia | |
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| Barren | |
|---|---|
| Stato | |
| Altezza | 353 m s.l.m. |
| Diametro cratere | 2000 m |
| Ultima eruzione | 2020 |
| Ultimo VEI | 1 (stromboliana) |
| Codice VNUM | 260010 |
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Si trova a 138 km da Port Blair, la capitale delle Andamane e Nicobare e sede dell'aeroporto più vicino.

L'isola vulcanica è dominata dalla struttura dello stratovulcano che la costituisce. Fa parte della cintura vulcanica al bordo delle placche indiane e birmana. Altri vulcani sono presenti nei pressi dell'isola, come l'isola Narcondam, un vulcano dormiente, e i vulcani sottomarini Alcock e Sewell.
Tutte le eruzioni storiche sono avvenute in un cono di scorie di una caldera larga 2 km che si è formata durante il Pleistocene con il collasso del cono primitivo dello stratovulcano. I resti del vulcano primitivo formano le falesie dell'isola che delimitano la caldera, con un'interruzione ad ovest. Il punto più elevato dell'isola si trova a 354 m s.l.m., benché la base del vulcano poggia sul fondale marino a 2250 m di fondo. L'isola ha un diametro di circa 3 km ed un'area totale di 8,34 km².[2].
La prima eruzione del Barren è stata registrata nel 1787. Da allora, vi sono state più di una decina di eruzioni[3]. Le altre eruzioni registrate datano del 1789, 1795, 1803–1804 e nel 1852. Dopo circa un secolo di inattività, il vulcano ha avuto un'altra eruzione nel 1991, che durò sei mesi, causando ingenti danni e fumarole[4], specialmente sulla fauna locale.
Altre eruzioni sono avvenute negli anni 1994–95 e 2005–07; l'ultima è stata associata al terremoto dell'Oceano Indiano del 2004[5]. Il faro, costruito sull'isola nel 1993, è stato distrutto dalle eruzioni del XXI secolo[6].
Una squadra del National Institute of Oceanography (NIO) ha registrato il vulcano in eruzione il 23 gennaio 2017. Abhay Mudholkar, il responsabile della squadra, ha descritto l'evento come segue: "Il vulcano sta eruttando in piccoli episodi della durata di circa 5-10 minuti. Durante il giorno si possono osservare solamente nubi di cenere, ma la sera si vedono rosse fontane di lava che esplodono dal cratere nell'atmosfera e colate di lava fluiscono giù lungo le pendici."[7][8][9]
L'analisi Ar-Ar ha permesso di datare la più antica colata di lava in superficie a 1,6 milioni di anni fa, mentre la struttura si è formata sul fondo marino circa 106 milioni di anni fa.[10] Tutte le eruzioni hanno un basso valore di Indice di esplosività vulcanica, con l'eruzione del 2015-17 ad un valore di 2.
Come lo indica il suo nome Barren ("brulla" in inglese), l'isola è disabitata e con pochissima flora[11]. Ciò malgrado, vi risiede una piccola popolazione di capre.[12] Vi sono anche uccelli, pipistrelli del genere Pteropus e qualche specie di roditore, fra i quali i ratti.[13]
Le acque attorno all'isola Barren sono fra le più reputate al mondo per le attività subacquee. L'acqua cristallina, la presenza di mante, le interessanti formazioni di basalto e i giardini di coralli sono fra le attrattive maggiori dei fondali dell'isola.
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