La Valle del Bove è un'ampia conca posta sul versante orientale dell'edificio vulcanico dell'Etna, all'interno dell'area protetta del Parco dell'Etna, nel territorio del comune di Zafferana Etnea (CT).
| Valle del Bove | |
|---|---|
| Stato | |
| Regione | |
| Provincia | |
| Comune | |
| Superficie | 37 km² |
| Altitudine | 1350 - 2150 m s.l.m. |
| Cartografia | |
| Modifica dati su Wikidata · Manuale | |

|
«Guardando, così, nell'insieme la Valle del Bove, con tre alti pareti e quasi spianata per levante, sembra che un solo avvallamento offrisse da presso la cima del monte sino al mare.» |
| (Carlo Gemmellaro, 1844) |
La formazione di tale depressione viene fatta risalire a 64.000 anni fa a causa del collasso dei centri eruttivi del Trifoglietto I e del Trifoglietto II, predecessori dell'Etna. Lo sprofondamento dei due crateri formò una caldera profonda 1 chilometro e larga 5 chilometri.
Il cono vulcanico del monte Etna attuale si sarebbe formato a nord-ovest dell'unità del Trifoglietto II circa 34.000 anni fa.
La Valle del Bove si presenta desertica, ricoperta da colate laviche recenti (eruzione del 1991-1993 e seguenti) occupando una superficie di circa 37 km². Il recinto craterico all'interno del quale si trova la valle si sviluppa per un perimetro di circa 18 chilometri e presenta a nord e a sud pareti dall'altezza variabile tra i 400 e i 1.000 metri. A est, invece, si apre in una spianata interrotta dal Monte Calanna che emerge isolato dalle recenti lave. Uno scosceso pendio, il Salto della Giumenta, affievolito dalla colata lavica del 1991-'93, la separa dalla sottostante Val Calanna.
Nella valle sono presenti diverse dagale (porzioni di vegetazione isolata circondate da lave) e sono visibili alcuni crateri avventizi recenti come Monte Simone (eruzione del 1811-1812) e i Monti Centenari (eruzione del 1852-1853) nonché alcune formazioni rocciose risalenti a collassi del Trifoglietto.[1]
La genesi della valle è oggetto di studi, un grande ammasso di materiale di riporto presente nella fascia costiera del versante orientale dell’Etna, chiamato "Chiancone", è stato studiato per comprendere il meccanismo di formazione della valle[2].
Altri progetti