La Punta di Tschampono (in Greschòneytitsch, Tschampònòhòre[1] - 3.233 m s.l.m.) è una vetta delle Alpi Pennine, nei Contrafforti valsesiani del Monte Rosa facente parte del massiccio del Corno Bianco e situata alla testata del vallone del torrente omonimo (in lingua walser, Tschampònòbach).
| Punta di Tschampono | |
|---|---|
| Stato | |
| Regione | |
| Provincia | |
| Altezza | 3 233 m s.l.m. |
| Prominenza | 303 m |
| Catena | Alpi |
| Coordinate | 45°49′11.68″N 7°51′43.16″E |
| Altri nomi e significati | Tschampònòhòre |
| Mappa di localizzazione | |
| Dati SOIUSA | |
| Grande Parte | Alpi Occidentali |
| Grande Settore | Alpi Nord-occidentali |
| Sezione | Alpi Pennine |
| Sottosezione | Alpi del Monte Rosa |
| Supergruppo | Contrafforti valsesiani del Monte Rosa |
| Gruppo | Costiera del Corno Bianco |
| Codice | I/B-9.III-C.6 |
| Modifica dati su Wikidata · Manuale | |
La vetta si presenta con tre versanti rocciosi e con una cima tozza e pianeggiante, è divisa a nord dalla Punta di Nétschò attraverso la Bocchetta di Nétschò (in walser Nétschòfòrkò - 3107 m), e a sud dal Corno Carro (in walser Charròhòre) attraverso il Passo di Rissuolo (2930 m). La parete più sviluppata è la Nord, in territorio valdostano, è verticale per 400 m e alla base si trova un piccolo ghiacciaio, il Ghiacciaio di Nétschò.
La parete Est valsesiana è leggermente meno sviluppata ed è percorsa da cima a fondo da uno stretto canale; in questo canale si sviluppa la via normale. La terza parete (Sud-Ovest) è detritica e molto franosa, oltre a essere la meno sviluppata. In cima è posta una campana e il libro di vetta. Il panorama è ampissimo e solo in parte occluso dal Corno Bianco.
Da questa vetta si dipartono tre vallate:

La via normale alla vetta parte da Sant'Antonio, in Val Vogna; si percorre il sentiero per il rifugio abate Antonio Carestia fino a raggiungerlo, poi si prosegue nel vallone di Rissuolo incontrando i laghi Bianco e Nero, da quest'ultimo (2667 m) ci si stacca dai sentieri per continuare su detriti fino all'imbocco del canalino, che è molto scivoloso e umido. Si percorre il canale quasi totalmente uscendo sulla destra prima di un risalto strapiombante (passaggio chiave); una volta usciti si continua in leggera salita su detriti fino alla vetta. Per tutta la salita si calcolano 6 h, è consigliabile partire molto presto o pernottare al Rifugio Carestia.