Lo scoglio due Fratelli (I du' Frati in siciliano) è costituito da due rocce marine situate a breve distanza nel mar Ionio, in Sicilia, precisamente nella costa nord-orientale della città di Siracusa[1], e posto di fronte al quartiere Grottasanta.
| Scoglio due Fratelli I du' Frati | |
|---|---|
| Geografia fisica | |
| Localizzazione | Mar Ionio |
| Coordinate | 37°05′07.6″N 15°18′05.79″E |
| Altitudine massima | 12,5 m s.l.m. |
| Geografia politica | |
| Stato | |
| Regione | |
| Provincia | |
| Comune | |
| Demografia | |
| Abitanti | disabitata |
| Cartografia | |
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I due Fratelli si trovano tra i quartieri di Grottasanta e della Mazzarona, nei pressi di una baia chiamata "costa dei piliceddi". La costa nelle vicinanze è tutta molto frastagliata, ad esclusione di una spiaggetta formata dallo sgretolamento delle rocce. La profondità del mare non supera i 10 metri.
Vi sono due scogli principali:
La flora è composta prevalentemente dalla macchia mediterranea. Vi sono presenti anche varie specie di piante acquatiche, con una maggioranza occupata dalla posidonia oceanica. La fauna è essenzialmente ittica, composta da varie specie di granchi, frutti di mare, ricci di mare, polpi, stelle marine e pesci di vario tipo tra cui murene e raramente anche razze. Ma qui ha trovato spazio anche l'avifauna, infatti lo scoglio è sempre frequentato e sorvolato da aironi, colombi, gabbiani e da altri volatili.
Il nome deriva da una leggenda metropolitana in cui si pensa che vi siano morti due fratelli. Ve ne sono due di questa:
Vi è anche una terza versione, che però non ha nulla a che vedere con la leggenda della morte dei due fratelli: essa paragona semplicemente i due scogli, uno grande e uno piccolo, a due fratelli, il fratello maggiore e il fratello minore[senza fonte].
Nel 1778 Vivant Denon durante il suo viaggio a Siracusa cita i "due fratelli", ciò significa che la leggenda è parecchio antica.
| (FR)
«Vis-à-vis sont deux écueils , appellés à présent les Deux Freres.» |
(IT)
«Davanti a noi ci sono due scogli, chiamati i Due Frati.» |
| (Dominique Vivant Denon Voyage en Sicile (pag.182)) | |
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