Lady Elliot Island è un'isola corallina che fa parte del gruppo Capricorn e Bunker. È la più meridionale ed è discosta dalle altre isole del gruppo. Si trova al largo della costa centrale del Queensland, in Australia. Appartiene alla Local government area della Regione di Gladstone e fa parte del Capricornia Cays National Park[1][2].
| Lady Elliot Island | |
|---|---|
| Geografia fisica | |
| Localizzazione | Mar dei Coralli |
| Coordinate | 24°07′S 152°43′E |
| Arcipelago | Isole Capricorn e Bunker |
| Superficie | 0,42 km² |
| Geografia politica | |
| Stato | |
| Stato federato | |
| Local government area | Regione di Gladstone |
| Cartografia | |
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Lady Elliot Island si trova 135 km a sud-est di Gladstone e 85 km a nord-est di Bundaberg. L'isola ha un'area di 42 ha.[3]
Lady Elliot Island è un importante habitat per la nidificazione delle tartarughe marine: tra novembre e marzo arrivano sulla spiaggia esemplari di tartaruga verde e di tartaruga comune per deporre un numero di uova compreso tra le 80 e le 120 unità e per più di nove volte durante la stagione.
L'isola si trova a nord di Hervey Bay, famosa zona di riproduzione delle balene, che si avvistano comunemente nelle acque intorno all'isola in inverno e all'inizio della primavera da giugno a ottobre.
Un'altissima diversità di specie di uccelli è presente sull'isola: una sottospecie di rallo bandecamoscio (Gallirallus philippensis mellori) e di occhialino dorsogrigio (Zosterops lateralis chlorocephalus), la sula fosca, la fregata minore. Molte specie di sterne: sterna dalle redini, crestata, fuligginosa, nucanera, stolida nera e di Dougall. Il fetonte codarossa, il gabbiano australiano, la berta del Pacifico e la garzetta di Reef.

L'isola è stata ufficialmente scoperta e denominata nel 1816 dal capitano Thomas Stuart a bordo della nave Lady Elliot. La nave portava il nome dalla moglie di Sir Hugh Elliot[4], governatore coloniale dell'India.[3]
Nel 1863 iniziò sull'isola l'estrazione del guano. L'operazione coinvolse la rimozione di tutti gli alberi. Nel 1873, l'estrazione di guano cessò, ma il danno alla vegetazione dell'isola fu assoluto.[5] Solo nel 1966 fu intrapreso un programma di ripristino della vegetazione.
Nel 1873 fu costruito sull'isola un faro.[6]
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